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Remote working: quando una crisi ci insegna come potremmo lavorare meglio

Non c’è dubbio che il mercato del lavoro sia diventato sempre più competitivo. Uno dei modi in cui le aziende stanno espandendo il proprio pool di talenti è quello di offrire lavoro a distanza. Oggi, il 53% dei professionisti lavora in remoto per almeno metà settimana e ci sono circa 170 aziende negli Stati Uniti completamente remote. Paragonati a pochi anni fa, quando nel 2014 c’erano solo 26 aziende che operavano praticamente al 100% da remoto, questi numeri lasciano intendere in quale direzione si stia andando.

Nuovi scenari di lavoro, tra freelance, nomadi digitali e Intelligenza Artificiale

I luoghi di lavoro tradizionali come l’ufficio sono ormai molto lontani dal modo in cui funziona la forza lavoro oggi. Questo concetto è in parte guidato dai lavoratori in remoto e dai freelance. E secondo il “Future Workforce Report” annuale di Upwork, il 73% dei team delle piccole aziende avrà lavoratori in remoto entro il 2028. Con quasi tre aziende su quattro che si aspettano di utilizzare i lavoratori a distanza, il futuro del lavoro si sta ridisegnando di fronte ai nostri stessi occhi. L’ufficio e il team possono letteralmente essere praticamente ovunque nel mondo.

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